La Sicilia di Montalbano

I segreti del Commissario Montalbano che non tutti conoscono

Nel 1999 faceva il suo debutto sui canali RAI una fiction che raccontava di un burbero commissario alle prese con complicati delitti in una Sicilia barocca, incantata e senza tempo.Ispirato dal commissario raccontato da Camilleri nei suoi romanzi, il commissario di Vigàta rispondeva al nome di Salvo Montalbano.
Fu subito un successo enorme:la fiction faceva registrare ascolti record, in crescita ad ogni puntata, e si iniziò ben presto a diffondere in tutta Italia la Montalbano-mania.Nessuno poteva però immaginare che 17 anni dopo Il Commissario Montalbano potesse essere tradotto in più lingue e conquistare fan in tutto il mondo.

The Inspector Montalbano: un successo internazionale
sì, perchè il successo del Commissario Montalbano non si è limitato solo al vasto pubblico italiano.
Nel tempo,la “Montalbano-Mania” ha varcato i confini nazionali: attualmente la fiction di Sironi è stata tradotta in più di 15 lingue ed è sbarcata in moltissimi Paesi (U.K, Francia, Spagna, Germania, Russia,  Australia, Stati Uniti, America Latina sono solo alcuni esempi), trasformando in internazionale un fenomeno che originariamente sembrava destinato solo al pubblico del Bel Paese.

La nascita dei romanzi di Montalbano è casuale
Uno dei prodotti più fruttuosi e di successo della letteratura italiana del dopoguerra è frutto del caso.Sembrerà strano, ma è lo stesso Camilleri a confermarlo.
Lo scrittore siciliano racconta che fece una scommessa con sè stesso: scrivere un romanzo dalla A alla Z, di trecento pagine o quel che siano, “Come Dio Comanda”.
In quel periodo, l’autore agrigentino stava lavorando su “Il Birraio di Preston”, un libro del quale non riusciva a calibrarne la struttura, per via della sua tendenza a partire da un aneddoto, per poi costruire un romanzo partendo proprio da quell’episodio.“Un metodo un pochino anarchico, disordinato di scrivere” dice lo stesso Camilleri.
Così, pensando alle parole di Sciascia “Il romanzo giallo in fondo è la migliore gabbia dentro alla quale uno scrittore possa mettersi, perché ci sono delle regole, per esempio che non puoi barare sul rapporto logico, temporale, spaziale del racconto”, Camilleri iniziò a scrivere un giallo come esercizio per perfezionare la strutturazione della trama dei suoi romanzi.
Fu così, che nacque “La forma dell’acqua”, la prima delle numerose opere che vedono come protagonista Il Commissario Montalbano.

Il nome del Commissario è un tributo a uno scrittore spagnolo 
Si tratta di Manuel Vazquez Montálban, autore de “Il pianista”, dal quale il Camilleri aveva preso spunto proprio per strutturare Il birraio di Preston.Per gratitudine, Camilleri decise di chiamare il commissario protagonista de “La forma dell’acqua”, proprio Montalbano, che è peraltro un cognome molto diffuso in Sicilia.

Una presenza ingombrante
Dopo aver scritto “La forma dell’acqua”, Camilleri decise di non produrre più romanzi con protagonista Montalbano.Tuttavia, l’autore empedoclino sentiva di aver lasciato qualcosa di incompleto: Montalbano non era una personaggio con le sue caratteristiche e i suoi tratti psicologici, ma rappresentava solo una funzione narrativa.
Così l’autore scrisse un nuovo romanzo storico con protagonista il commissario di Vigàta: “Il cane di terracotta” fu un successo enorme, così che Montalbano divenne una sorta di apripista per gli altri romanzi storici di Camilleri.
Senonchè “è cominciata questa situazione a volte imbarazzante, perché Montalbano è un serial killer di eventuali altri personaggi.È invadente: mentre stai pensando a un’altra cosa, arriva e dice “tu devi scrivere solo di me”.

Il vero volto di Montalbano
Quando pensiamo al Commissario Montalbano, non possiamo non immaginarci il volto di Luca Zingaretti.
Eppure Andrea Camilleri lo descrive nei suoi romanzi con baffi, tanti capelli e il viso segnato dalle rughe, come ci conferma la statua di Montalbano presente a Porto Empedocle, città natale dell’autore.
Ma perchè, allora, si scelse l’attore Luca Zingaretti?
In un’intervista a La Repubblica, Camilleri racconta di aver incontrato un sosia perfetto del suo personaggio immaginario: si trattava di un professore di Cagliari, che lo aveva invitato a un incontro con gli studenti dell’Ateneo.
Quando il produttore Carlo degli Espositi chiese delucidazioni circa l’aspetto di Montalbano, l’autore empedoclese inviò una foto del professore.Ma non si trovò un attore che gli somigliasse, e per questo motivo, la produzione optò per il bravo attore laziale.

Il Professor Camilleri
Pare che Zingaretti stravedesse per il personaggio di Montalbano sin da quando Camilleri era suo professore in Accademia, e che pertanto desiderava ardentemente interpretare il personaggio del Commissario nella fiction di Sironi.
Dopo aver sostenuto il provino e aver scoperto di essere stato preso, l’attore romano ha chiamato l’ex prof per confessargli che aveva molta paura di interpretare quella parte.

Montalbano l’agrigentino
Sapevate che i romanzi di Montalbano sono ambientanti in realtà nell’Agrigentino?
Camilleri è molto legato alla provincia che gli diede i natali, e per renderle omaggio la scelse come cornice per le avventure del burbero e acuto commissario di Vigàta.
Le tracce di questo retaggio sono ben evidenti in molti passi dei suo romanzi, a iniziare dai nomi dei paesi in cui vive il Montalbano di Camilleri. Così Vigata è in realtà Porto Empedocle (città natale dell’autore), Fela è Gela, mentre la città di Fiacca è Sciacca, Montelusa è Agrigento, Raffadali prende, nei romanzi di Camilleri, il nome di Raccadali.

Montalbano è girato nella provincia di Ragusa
L’idea originale di Sironi era quella di ambientare la fiction negli stessi luoghi pensati da Camilleri nei suoi romanzi.
Tuttavia, dopo alcuni sopralluoghi valutativi, fu lo stesso regista a scartare il territorio agrigentino per povertà scenografica, e di scegliere di ambientare la fiction nella provincia di Ragusa perchè affascinato dalle bellezze paesaggistiche e dal barocco locale.

Montalbano e il flusso turistico
Quando uscì la prima stagione della fiction, il mondo scoprì per la prima volta la provincia di Ragusa, il suo Barocco e delle sue bellezze paesaggistiche.
Ben presto, si registrò un significativo aumento del flusso turistico in provincia.Così il Commissario Montalbano è diventato in pochi anni il principale driver del turismo locale: ogni anno, centinaia di migliaia di turisti di tutto il mondo scelgono di trascorrere le proprie ferie nelle terre iblee, mossi dalla curiosità di scoprire quest’angolo d’Italia così affascinante, incontaminato e ricco di cultura .

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